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Approfondimenti di settore

Centrale Operativa Territoriale (COT): il futuro del sistema sanitario italiano

L'Italia punta a riformare il sistema sanitario nazionale implementando un modello di assistenza territoriale che avvicina le persone e i loro bisogni di cura e prevenzione alle strutture e agli operatori sanitari. Come? Grazie ai fondi stanziati dal PNRR, che, superata l'emergenza pandemica, mira a razionalizzare e snellire il sistema sanitario nazionale.

Mia-Care Editorial Team··6 min read
Centrale Operativa Territoriale (COT): il futuro del sistema sanitario italiano

L'Italia punta a riformare il sistema sanitario nazionale implementando un modello di assistenza territoriale che avvicina le persone e i loro bisogni di cura e prevenzione alle strutture e agli operatori sanitari. Come? Grazie ai fondi stanziati dal PNRR, che, superata l'emergenza pandemica, mira a razionalizzare e snellire il sistema sanitario nazionale.

A questo scopo, una riforma del modello organizzativo della rete di assistenza territoriale basata su:

  • il potenziamento dell'assistenza domiciliare, anche attraverso l'uso della telemedicina;
  • la costruzione di nuove strutture sanitarie e centri di cura sul territorio che migliorano l'accessibilità ed espandono la disponibilità di servizi di prossimità ai cittadini;
  • la definizione di un nuovo piano pubblico per il miglioramento della prevenzione a livello nazionale.

Cos'è la COT (Centrale Operativa Territoriale)

La COT (Centrale Operativa Territoriale) è definita come un modello organizzativo territoriale che mira a garantire continuità, accessibilità e integrazione della cura e dell'assistenza.

Questa nuova entità dovrà sviluppare una strategia digitale e data-driven sui vari percorsi di dimissione ospedaliera e identificare i percorsi di cura più appropriati rispetto al profilo clinico e sociale del cittadino. Gli operatori coinvolti nella COT svilupperanno anche competenze legate all'uso delle piattaforme di telemedicina – telemonitoraggio e teleassistenza – promuovendo percorsi di prevenzione ed educazione sanitaria.

La COT avrà molteplici responsabilità, principalmente quella di essere il punto di contatto tra le diverse fasi del percorso del paziente, sia esso cronico o acuto. Le aree di intervento sono definite di seguito:

  • Continuità di cura ospedale-territorio;
  • Assistenza domiciliare e cure palliative;
  • Cronicità/Fragilità e Residenzialità;
  • Assistenza infermieristica di famiglia e comunità;
  • Assistenza farmaceutica e fornitura protesica;
  • Medicina legale, disabilità e trasporti.

Il ruolo del PNRR nel potenziare la trasformazione digitale

Abilitare la creazione di strutture di monitoraggio territoriale basate su tecnologie digitali è un percorso obbligato dall'approccio 'One Health' volto a innovare e ottimizzare l'erogazione dei servizi di cura e assistenza. La cabina di regia del PNRR, insieme ad Agenas e Consip, avrà la missione di allocare i finanziamenti nel modo migliore possibile, evitando la necessità di un approccio autonomo e frammentato ma definendo una strategia comune di trasformazione digitale.

Proprio a causa di questa necessità di innovazione, legata anche a una responsabilità collettiva di migliorare la qualità della cura erogata, i fondi del PNRR permetteranno lo sviluppo di almeno 600 COT per accogliere le richieste dei cittadini e collegarle ai servizi e ai professionisti disponibili, garantendo continuità, accessibilità e integrazione dell'assistenza sanitaria e socio-sanitaria.

Le risorse disponibili per questo ambizioso progetto sono pari a 280 milioni di euro, distribuiti come segue:

  • ~ 103 milioni di euro per l'implementazione delle architetture digitali delle COT;
  • ~ 42 milioni di euro per l'interconnessione aziendale;
  • ~ 58 milioni di euro per i dispositivi a supporto di operatori e pazienti;
  • 50 milioni di euro per implementare un progetto pilota di servizi di intelligenza artificiale a supporto dell'assistenza primaria;
  • ~ 25 milioni di euro per il potenziamento del Portale della Trasparenza.

Perché la COT è importante per i cittadini e per il sistema sanitario italiano

Rafforzare l'assistenza di prossimità e identificare la casa del paziente come primo luogo in cui ricevere cure sono le strategie per erogare servizi sanitari tempestivi, efficaci e preventivi.

La creazione delle centrali operative territoriali permetterà, grazie a una tecnologia all'avanguardia, di avere una torre di controllo e monitoraggio dei servizi attivi a livello locale. Ma, ancora più importante, garantirà che i pazienti siano presi in carico nel luogo più appropriato, fornendo una visione chiara della storia clinica della persona, indipendentemente dai precedenti punti di contatto con l'assistenza.

Infine, rendere interoperabili la documentazione clinica e i percorsi di cura aumenterà significativamente la qualità e l'efficienza del lavoro dei professionisti sanitari, che si sentiranno più autonomi e sicuri nell'erogare servizi di cura e assistenza. In particolare, la COT persegue cinque obiettivi principali:

  • Coordinamento della cura della persona;
  • Ottimizzazione della rete di assistenza;
  • Tracciamento e monitoraggio della transizione tra i momenti di cura;
  • Supporto informativo e logistico ai medici di medicina generale;
  • Raccolta e monitoraggio dei percorsi di cronicità integrati dei pazienti in assistenza domiciliare.

L'architettura cloud-native target della COT

Supportare questa nuova struttura di assistenza dovrà, a livello logico-funzionale, rendere disponibili agli operatori i seguenti strumenti:

  • una mappatura aggiornata di tutti i servizi della rete territoriale e ospedaliera con tutte le informazioni necessarie;
  • l'accesso a funzionalità di presa in carico che forniscono informazioni su quali servizi sanitari sono attivi;
  • una dashboard per la gestione e il monitoraggio delle transizioni tra setting di cura, con informazioni sul loro stato e sulle loro caratteristiche;
  • un sistema per la ricezione e l'invio di notifiche integrato con la dashboard delle transizioni.

L'architettura è caratterizzata da un approccio event-driven volto a massimizzare l'interoperabilità tra i diversi stakeholder e sistemi. Infatti, dall'immagine sottostante si può vedere che lo standard HL7 FHIR abilita la creazione di un livello di comunicazione e integrazione dei dati per lo scambio di informazioni tra le strutture sanitarie e la COT. Sarà quindi necessario creare un'architettura IT robusta, scalabile ed efficiente in termini di prestazioni, pronta a scambiare dati con i sistemi informativi dipartimentali e ospedalieri, alimentando e ricevendo informazioni dall'Event Broker a partire dai sistemi aziendali e legacy sottostanti.

Fonte: Quaderno di Monitor "La Centrale Operativa Territoriale: dalla realizzazione all'attivazione" – Pubblicato da AGENAS, 2022.

L'uso di tecnologie cloud-native per lo sviluppo di nuove applicazioni e architetture digitali non è solo una prerogativa fondamentale per costruire il concetto di 'prossimità territoriale', poiché abilita l'interoperabilità dei dati sanitari, ma rende anche possibile costruire soluzioni sostenibili nel tempo e facili da scalare.

Conclusioni

Laddove ai pazienti sia garantita la cura più appropriata in base alla loro patologia e al territorio di riferimento, il sistema sanitario italiano ottiene una sostenibilità garantita su più fronti, da quello puramente economico alla necessità di garantire equità di accesso alle cure nel corso degli anni.

Mia-Care sta attualmente aiutando alcuni stakeholder istituzionali ad affrontare la creazione di architetture event-driven dedicate alla realizzazione di COT che non siano solo centri di assistenza territoriale, ma anche depositari e garanti dei dati clinici condivisi dai pazienti.